MARATEA

 

 

 

I nobili locali di Maratea, città regia[1], non ebbero una formale distinzione dal popolo e non ebbero un Seggio nobiliare riconosciuto dal sovrano.

L’antico Seggio fu infatti demolito ed essi edificarono la Chiesa dell’Immacolata Concezione ove fondarono la Confraternita dei Fratelli di Sacco e di Monte (in onore di Monte Calvario in Napoli), riservata esclusivamente ai nobili locali.

 

 

 

v     Alitto (d’)

ramo della casata dei Baroni di Papasidero; attestata nel sec. XVII fra i nobili locali; ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Arcangelo (d’)

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Armenia

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Barese

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Barone;

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte (sex. XIX)

v     Biase (de)

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Bruno

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Buono

iscritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Calderaia

Casata che forse fu ramo dei Caudarara; ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Caudarara

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Cesare

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Diodato

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Evoli

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Fasanaro(i)

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Ferraro

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Flora

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Gennari

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Gennari del Giudice

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Giancola

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Gennaro (o Ginnaro) Satriani

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Gummartina

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Gautelana

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Giordano

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Greco

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Labanchi

Signori di Castrocucco; ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Latronico

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Lombardi

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Leo

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Lebotti

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Lieto

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Majo

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Malfitano

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Maglione

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Marini

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Martone

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Miraglia

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Mobilio

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Orlando

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Pagano

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Perrella

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Perretta

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Prandi

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Provitola

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Puglia

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Quanto (de)

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Rinnina

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Rizzo

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Russo (o Rossi)

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Santoro

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Saruba

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Tarantini

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Taranto

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Varra

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Ventapane

attestata nel sec. XVII fra i nobili locali;

v     Verme

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Villani

ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

v     Visconti

Originari di Milano; ascritta fra i Fratelli di Sacco e di Monte

 

 

 

 

 

 

Il Patriziato nel Regno di Napoli

 

 

 

 

 



[1] Il paese di Maratea, per la sua posizione strategica, nel corso del  medioevo, restò nel patrimonio regio. Ciò gli garantisce la concessione di numerosi privilegi e lo svincolo da tutti quei gravami feudali che invece sopportavano altre comunità. Maratea conserverà questa condizione giuridica privilegiata, condivisa in Basilicata solo da pochissime altre comunità (Tolve, Rivello, Lagonegro e Matera), fino al XVIII secolo.

La prima data nota è quella del 1414, allorché la Regina Giovanna II d'Angiò si limita a confermare genericamente, senza meglio precisare, un pacchetto di privilegi già concesso dai suoi predecessori. Nel 1419 e nel 1428 si ha un'ulteriore conferma di questi privilegi, ancora taciuti, nonché la concessione di altri, tra i quali figura l'esenzione per i Marateoti dal pagare tributi passando per Lauria e il suo distretto.
Nel 1441 il Castello di Maratea respinge brillantemente un attacco portato da Sanseverino, conte di Lauria, che parteggia per gli Aragonesi. In premio, con provvedimento della Corona, la comunità ottiene altri significativi privilegi e, in particolare, si conferma e ratifica "che mai Maratea si fosse ceduta in feudo ai signori".

Per ulteriori informazioni, da vedere anche http://www.costadimaratea.com/storia/index.html