CHIAROMONTE DI MODICA

 

Questa antica e potente famiglia di feudatari, attestati dalla seconda metà del XIII sec. forse erano un ramo siciliano dell'omonima casata dei Chiaromonte, famiglia normanna, arrivata nel Meridione con Roberto il Guiscardo, da cui ottennero feudi in Basilicata e Calabria.

I Chiaromonte ottennero in Sicilia la Contea di Modica ed altri feudi minori, specularono nelle cariche, in appalti e commerci, divenendo la famiglia più potente e ricca della Sicilia nel XIV sec., finendo poi travolti dai sovrani aragonesi.

 

 

Federico (I); nobiluomo siciliano;

= Marchisia Prefoglio, ereditiera dei feudi della sua nobile famiglia agrigentina (che ereditò dal fratello Federico Prefolio, fra cui Cacciamo)

 

A1. Manfredi (I) detto “il Vecchio” (+ 1321); Signore di Caccamo (con i casali di Misilmeri, Burgiofilaci e Petterano), ricevuti in donazione dalla madre (il 24 settembre 1293 ne ebbe la conferma); Signore di Modica, poi investito 1° Conte (1296, dopo la confisca ai Mosca), Signore di Comiso, Ragusa, Scicli, Spaccaforno (avuti in dote dalla 1° moglie nel 1286); familiare regio di re Federico III d'Aragona (1293); Gran Siniscalco regio (dal 1296 almeno fino al 4.4.1316); Capitano di guerra di Palermo (1314); nel 1320 iniziò in Palermo la costruzione del sontuoso Palazzo dello Steri;

= 1° m. (1286) Isabella Musca di Isabella, figlia di Federico Mosca, Signore di Modica (poi confiscata);

= 2° m. Beatrice Sclafani, nipote di Matteo;

 

B1. (2°m.) Giovanni (II) (+ 1342); 2° Conte di Modica (1321), ecc.; Gran Siniscalco del Regno di Sicilia (circa dal 1317 al 1335); Gran Maresciallo del Regno di Sicilia; scatenò una faida contro l'ex cognato Francesco I di Ventimiglia (1332) Conte di Geraci, in seguito alla quale perse ogni bene (ovvero la Contea di Modica, cioè Ragusa, Modica, Scicli, Chiaromonte, Caccamo e Putirrana (da identificare con Pizzo Pipitone nel comune di Cacciamo) e fu esiliato; tornò poi grazie a re Pietro II che lo perdonò e lo reintegrò nei suoi beni (ad esclusione della terra e del castello di Caccamo, e dei feudi Putirrana, San Giovanni e Burgifiletti che vennero concessi col titolo di contea di Chiaromonte nel 1335 a Manfredi Chiaromonte, figlio di Giovanni (I) il Vecchio) e nelle cariche (1337); fu poi preso prigioniero nella battaglia di Lipari vinta dagli Angioini nel 1339, e il cugino Manfredi II, per aver provveduto al suo riscatto, ottenne in cambio la contea di Modica;

= Eleonora (che il 5.11.1347 la moglie si accordò con Manfredi Chiaromonte da cui essa ottenne, come erede del marito e della figlia Margherita premortale, un reddito annuo di 200 onze sui proventi della contea di Modica, e di Ragusa,Scicli e Chiaromonte)

C1. Margherita; premorta alla madre;

C2. (illegittimo) Manfredi III (+ 1391); 7° Conte di Modica e Malta, Signore di Caccamo, ecc., Barone di Alcamo, Bivona, Calatabiano, Cefalù, Erice, Mistretta, Mussomeli, Nicosia, Partanna, Polizzi, Siculiana, ecc. ((benchè illegittimo ma alla fine negli anni settanta riuscì ad unificare sotto il suo dominio le contee di Modica e Chiaromonte; succeduto al cugino Matteo nel 1377); Grande Ammiraglio del Regno di Sicilia; Gran Conestabile; Gran Giustiziere; Gran Cancelliere; Vicerè di Sicilia (1369); dopo la morte di re Federico IV d'Aragona (1377) fu vicario di Sicilia con altri potenti baroni; comandò una fortunata spedizione contro i corsari maghrebini di Djerba e Kerkenna (1388), divenendo per questo Duca di Djerba; Fu uomo potentissimo e ricchissimo, arrivando a guidare il Clan dei Chiaromonte che controllava i due terzi della Sicilia (dalla Contea di Modica a Terranova e Licata, fino a Val di Mazara, Caccamo e Mussomeli, ma anche Palermo, Trapani ed Agrigento); = 1° m. Margherita Passaneto (o Passante); 2° m. (1373) Eufemia di Ventimiglia, figlia di Francesco II di Ventimiglia Conte di Geraci e di Elisabetta di Lauria (ponendo così fine alla faida tra le due famiglie).

D1. (illegittimo) Andrea (+ decapitato Palermo 01-06-1392) (secondo altri figlio del Conte Matteo); 8° Conte di Modica, ecc.; Con costui finì il casato dei Chiaromonte Conti di Modica

D2. Isabella; = Nicola Peralta D'Aragona Conte di Caltabellotta.

D3. Costanza (+ 1423 ca.); = 1° m. 29-5-1390 Ladislao d'Angiò-Durazzo Re di Napoli (da cui fu poi ripudiata il 1-7-1392); 2° m. Andrea I di Capua (+ 1420/21); 6° Conte di Altavilla, Signore di Riccia (vedi).

D4. Eleonora; = Giovanni Pietrella (?) Barone di Cammarata.

C2. Margherita;

B2. Costanza; = (1315) Francesco I di Ventimiglia (+ 1338) Conte di Geraci (da cui fu ripudiata per sterilità nel 1322, facendo scatenare una faida familiare) ;

A2. Giovanni (I) detto “il Vecchio”(+ 1339); Ammiraglio di Sicilia;

= Lucia Palizzi di Nicola.

B1. Manfredi (II) (+ tra ottobre/novembre 1342); Signore dei feudi Riskillia (o Risgallia) e Favara (Fagaria) siti nel tenimento di Castrogiovanni (in virtù del primo matrimonio); 3° Conte della Contea di Chiaromonte, la terra ed il castello di Caccamo, Putirrana, San Giovanni e Burgifiletti (investito nel 1335 al posto del cugino Giovanni, spogliato dei beni ed esiliato); nel 1337 al ritorno del cugino gli restituì i vari beni tranne la Contea di Chiaromonte (ovvero della terra e del castello di Caccamo, e dei feudi Putirrana, San Giovanni e Burgifiletti); Conte di Modica (nel 1339, quando il cugino fu imprigionato); signore del feudo Spaccaforno (ottenuto il12.5.1338); signore del castello di Misilmeri presso Palermo; maggiordomo del Regno (almeno dal 4.3.1322, nel 1337 ricevette conferma della carica da re Pietro e verosimilmente continuò a ricoprirla fino alla morte; Regio siniscalco (almeno dal 27.6.1337 al 14.11.1351, ma ritenne anche questa carica, contutta verosimiglianza, fino alla morte). Fece testamento il 28.5.1352 presso il notaio Pietro de Burrellis milite;

=1325, la nobile Avinante (forse figlia e comunque erede di Federico Incisa morto nell’estate 1325);

= Mattea D'Aragona di Federico.

C1. (2° m.) Simone (+ 17-03-1356); 4° Conte di Modica e di Chiaromonte (ereditati nel 1353); Gran Siniscalco di Sicilia (1351); capeggiò la guerra civile contro il partito dei “catalani” (filoaragonesi) guidando i “latini” (filoangioini) 1354-1362;

= Vincenza (o Venezia) Palizzi di Matteo.

B2. Federico (III) (+ 1363); 5° Conte di Modica e Signore di Ragusa (1356), ecc.;

= Costanza (o Giovanna) Moncada di Guglielmo.

C1. Matteo (+ 1377); 6° Conte di Modica (1363); Grande Ammiraglio di Sicilia (1364); = 1° m. Isabella Vento; 2° m. Jacopella (o Giacomina) Ventimiglia, figlia del Conte di Geraci Francesco II e di Elisabetta di Lauria. Alla sua morte i suoi beni passarono al cugino Manfredi III

D1. Agata;

D2. Costanza;

D3. Federico;

B3. Enrico; nobiluomo di Agrigento; = Elisenda Moncada

C1. Conte Giovanni (+ ca. 1374);

= 1362 Isabella Ventimiglia, figlia del Conte di Geraci Francesco II e di Elisabetta di Lauria.

B4. Ugo;

(???) gli eredi di Ughetto Chiaromonte erano residenti a Ragusa

 

A3. Federico (II); cittadino di Agrigento; signore di Racalmuto e forse di Siculiana206, e del casale Sparti;

= nobile Giovanna, figlia di Cataguerra Camerario.

 

B1. Giovanna; 1335 ricavava 40 onze di reddito dal casale Sparti (non Casisparci, come in ms

Bcp), uno dei casali di Mistretta. Alla sua morte, il casale Sparti passò alla sorella Costanza)

 

B2. Costanza (+ ante 1313); erede dei beni paterni e di quelli della sorella;

= 1° m. Antonio del Carretto; 2° m. Brancaleone Aurea)

 

 

 

 

INDICE

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FONTI

Livio Serra di Gerace, Manoscritti araldici, vol. VII pag. 171 (AS Napoli).

Antonino Marrone, Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390), Associazione no profit,  Palermo,  2006, 

DA LEGGERE:

V. D'Alessandro-M. Granà-M. Scarlata, Famiglia medievali siculo-catalane, in “Medioevo. Saggi e rassegne”, 4 (1978), pp. 105-134

M. Scarlata, Una famiglia della nobiltà siciliana nello spazio urbano e nel territorio fra XIII e XIV secolo, in “Quaderni medievali”, 11, 1981, pp. 67-83

M. Scarlata, I Chiaromonte a Palermo nel secolo XIV: uso della città e gestione economica, in “Bullettino dell'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 90, 1982, pp. 303-329

E. Scipione, La contea di Modica sotto i Chiaromonte (1296-1392), in “Archivio Storico Siciliano”, IV s., 6, 1980, pp. 113-130.