DELLA LEONESSA

(De La Gonesse, De Lagonessa)

 

 

-       APPUNTI  

 

 

Guglielmo de Lagonessa (in origine De La Gonesse italianizzato poi in Della Leonessa) (sec. XIII-XIV); Cavaliere francese di Re Carlo I d'Angiò (che gli concesse di inserire i Gigli di Francia nello stemma di famiglia; tale giglio, in realtà non è un giglio propriamente detto ma il fiore del giaggiolo diviso in tre foglie); 1° Signore di Airola (dopo il 1279, donata dal Re);

 

A1. Filippo; Maresciallo del Regno, Capitano Generale dell'esercito pontificio in Lombardia, Vicario e Balio di Acaja dell'Ordine Gerosolimitano;

 

B1. Giannotto; sostenne lite per la successione del feudo di Airola con il cugino Carlo, ma il re Carlo II la ssegnò al cugino; (con la sua morte e quella dei fratelli  il suo ramo si estinse ed ereditò il loro beni il nipote Carlo II)

 

A2. Giovanni I (sec. XIII); Maresciallo del Regno e Capitano Generale dei Balestrieri in Provenza per Carlo II d'Angiò di Sicilia; Consigliore di Rocca Guglielma (avuta in dono dal Re nel 1279 per essersi distinto militarmente);  Signore di Vairano e Giffone (donate nel 1284); Signore di San Micandro Casale di Bane (1278); Signore di Montemarano, Castel delli Franci e della corte di Montesarchio (tenne ottenute in dono); Signore di Salpe (dopo il matrimonio); = Filippa di Salpe.

 

B1. Carlo (+1295); Gran Siniscalco del Regno, Capitan Generale dei Presidi; Provveditore delle Fortezze; sostenne lite per la successione del feudo di Airola con il cugino Filippo, finchè Re Carlo II che dichiarò proprietario Carlo;

 

C1. Errico (sec. XIII-XIV); Signore di Ariano; = Guglielma Cantelmo, figlia di Giacomo (+ 1333), Signore di Popoli;

 

D1. Carlo II; Signore di Ariano; divenne erede universale di tutti i feudi, anche quelli dei figli di Filippo, il cui ramo si era estinto; morto senza figli

 

D2. Jacopo; fu fra gli eredi dei feudi del fratello Carlo II; morto senza figli, i suoi beni passarono al fratello Giovanni;

 

D3. Roberto; fu fra gli eredi dei feudi del fratello Carlo II; morto senza figli, i suoi beni passarono al fratello Giovanni;

 

D4. Giovanni II (sec. XIV); fu fra gli eredi dei feudi del fratello Carlo II; 1° Signore della terra di San Martino (Valle Caudina), acquistata il 19 gennaio del 1343 dalla Regina Sancia, pagando 800 once d’oro; solo i seguito anche del castello (ceduto nel 1347, con regio assenso, da Caterina de Baucio, che aveva San Martino quale vedova di Guglielmo Scotto; sposò poi Matteo da Celano); ereditò poi anche i beni feudali dei fratelli; chiese poi consenso al Re Ludovico e alla Regina Giovanna I, di dividere i feudi tra i suoi figlioli;

 

E1. Niccolò; ottenne beni feudali dalla divisione che fece suo padre;

 

E2. Ruberto; ottenne beni feudali dalla divisione che fece suo padre;

 

E3. Giannotto; 2° Signore di San Martino e Signore di Cervinara, Campora e Pannarano (ottenuti dalla divisione che fece suo padre); =  Martoscella Caracciolo; morto senza figli, i suoi beni passarono al fratello Guglielmo;

 

E4. Guglielmo (sec. XIV-XV); Signore di Airola, ecc. e Patrizio Napoletano; = 1° m.  Maria Filangieri; 2° Sabelluccia Stendardo (Isabella); 3° m. 20-10-1390 Lucrezia di Capua, figlia di Bartolomeo II 2° Conte di Altavilla (Guglielmo dalla sue mogli ebbe i tutto sette figli, ma solo Martino continuò la discendenza); nonostante la primogenitura, con il consenso del Re nel 1398, divise i feudi tra trutti i figli. Capostipite del ramo di San Martino

 

F... (ex 2° m.) Marino; Signore di San Martino, Cervinara, Pannarano

e Campora;

 

G1. Giovanni III; Signore di San Martino, ecc.; = Giovanna della Marra;

 

H1. Francesco; Signore della terra di San Martino (confermata l’investitura con diploma sottoscritto in Castelnuovo di Napoli il 22 luglio 1474); i suoi feudi furono confermati da Re Alfonso II (26 giugno 1494); = Antonia Loffredo;

 

I1. Giovanni IV (+1526); 1° Barone di San Martino, ecc.

 

L1. Fabio; 2° Barone di San Martino, ecc. dal 1526 (pagandone il relevio); nel 1528 seguì l’esercito francese comandato da Lautrec; perduta la rivolta anch’egli perse i suoi beni (24 dicembre 1528); riottenne poi i beni nel 1560 (ma non è chiaro come ne tornò in possesso); Linea dei Duchi di San Martino

 

F…Giovanni; morto senza figli;

 

F7. Domenico; Abate di Santa Maria del Gualdo;

 

E5. Restaino; ottenne beni feudali dalla divisione che fece suo padre;

 

E6. Enrico; ottenne beni feudali dalla divisione che fece suo padre;

 

E7. Carletto; ottenne beni feudali dalla divisione che fece suo padre;

 

D5. Restaino; fu fra gli eredi dei feudi del fratello Carlo II; morto senza figli, i suoi beni passarono al fratello Giovanni;