DE AVENABULO

(AVENABOLI O AVENAVOLI)

 

 

 

 

Tommaso de Venabile (de Avenabule) (* sec. XI, + 1109/1121), barone normanno al servizio del principe di Capua, di cui fu teste in vari atti (1091, 1095, 1118).

 

A1. Filippo (*  sec. XII, + ante 1130); barone in Aversa, nel principato di Capua.

 

B1. Guglielmo (* sec. XII, + ante 1165); barone in Aversa, nel principato di Capua; attestato in vari documenti, dal 1160 al  1168; potrebbe coincidere con quel Guglielmo di Abinalia che possedeva il castello di Prata, assalito nel 1134 da re Ruggero, così come ci informa Falcone  e con il Guillelmus de Avenalia, civis Troia, presente in una pergamena dell’anno 1149, di questa città; teste in una donazione alla congregatio di San Paolo di Aversa (marzo 1160); fece una sua donazione alla medesima congregatio effettuata nel marzo 1165 relativa ad una terra presso il castrum Patrie, sottoscritta anche dal figlio Tommaso, appare inoltre in altri documenti (1166 e 1168); ottenne poi altri feudi in Aversa appartenuti al ribelle Simone de Sora, già feudatario di Sora (1156); è citato inoltre nel catalogo dei baroni.

 

C1. Pietro (sec. XII-XIII), barone, successe al padre nei feudi di Aversa e compare in un documento del 1198.

 

C2. Andrea (sec. XII-XIII), nobile normanno; è presente in documenti aversani dal 1195 al 1245, ed è ricordato in un diploma dell’imperatore Enrico VI quale zio materno di Bartholomeus Sorellus.

 

C3. Tommaso (sec. XII), nobile normanno; citato nel documento della donazione paterna donazione alla congregatio di San Paolo di Aversa nel 1165.

 

B2. Matteo, barone di un feudo in capite de domino Rege in Aversa e possessore di un territorio in Villa Ceperani, in loco ubi dicitur ad Fusculum (tra il 1149 e 1159) ed altri terreni; tra il 1158 ed il 1171 fu giustiziere regio; appare inoltre in vari atti  dal 1143, al 1171. Sposa Rigarda.

 

Riccardo de Venabile (probabilmente fratello di Tommaso) (+ 1120/1132), vassallo minore, forse del fratello; nel 1119 dona molti stabili fra Ottaviano e Somma al medesimo monastero di San Severino ricevendone l’assenso dal medesimo

Goffredo di Mayenne; compie una donazione di molti stabili nel territorio aversano il consenso del nipote Filippo, suo signore (1120). Sposa Beatrice (sepolta nel monastero di San Biagio di Aversa).

 

A1. Goffredo, vassallo minore del signore Goffredo De Medanie (Mayenne); nell’anno 1113, compie una donazione a favore

della chiesa di San Severino di Napoli ottenendone preventivamente l’assenso dal suo signore; teste ad una donazione fatta a Sellicta Badessa del monastero di San Biagio di Aversa (1132); donò insieme al figlio Ruggero alcuni beni che egli possedeva nel casale denominato Arbustola, nel campo d’Arcone, al monastero di San Biagio di Aversa (1142).

 

B1. Ruggero (sec. XII); vassallo minore; con il padre donò alcuni beni che egli possedeva nel casale denominato Arbustola, nel campo d’Arcone, al monastero di San Biagio di Aversa (1142); nell’anno 1157, insieme a sua moglie Sica, donò al monastero di San Severino di Napoli alcuni stabili situati nel luogo detto Toralto, e nel 1168, sempre insieme alla moglie, vendette un suo stabile al monastero di Montevergine. Sposa Sica

 

C1. Emma, ultima della sua famiglia.

 

A2. Matteo; vassallo minore, aveva un feudo in Nocera Inferiore; confermò la donazione del padre e del fratello nel 1142.