FILANGIERI

 

 

 

 

La genealogia inizia con tre fratelli, figli di Tichel, parenti degli Altavilla, e che secondo alcuni autori erano discesi dai Duchi di Normandia.

 

 

 

 

Tichel (XI sec.); Nobile normanno, imparentato con gli Altavilla, forse discendente dei Duchi di Normandia; secondo altri autori il suo nome era Ruggiero; appare citato nell’atto di donazione di beni all’abbazia di Cava de’ Tirreni nel 1094 da parte di Deletta, figlia di Turgisio e moglie di Erberto Caputasini, figlio del normanno Anfredo; nell’atto menziona Angerio come fratello di suo padre Turigisio e figli di Tichel; = N.N.

 

A1. Angerio (* XI sec., + prima dell’ottobre 1105), milite normanno, arrivato in Italia con i fratelli Turgisio e Silvano, a seguito di Roberto il Guiscardo di cui era parente; Signore del Castello di S. Adiutore, presso Cava dei Tirreni, con suo figlio Roberto (concesso loro per un giono ed una notte da Ruggiero Duca di Puglia nel 1086, ma poco dopo da costui fu costretto a donarlo alla Badia di Cava); 1° Signore del suffeudo di Corte in piano (o Corteimpiano), ottenuta in cambio di S. Adiutore; fu teste in un atto di Roberto Principe di Capua (1106); i suoi discendenti furono vassalli dei Quarrel Drengot Principi di Capua; donò molti territori ai Padri Benedettini della SS. Trinità di Cava; = Urania, sorella di Lamberto; Fu il capostipite dei Filangieri (i suoi discendenti infatti si dissero Filii Angerii: “figli di Angerio”).

B1. Roberto (* XI sec., + dopo 1111); Consignore del Castello di S. Adiutore con suo padre (1106); è nominato come vicino di feudo in un atto con cui Giordano, Principe di Capua, dona una tenuta alla Badia di Cava (1111);

B2. Guglielmo I (* XI sec., + dopo 1120); 2° Signore di Corteimpiano (suffeudo di Nocera) dal 1105 ca.; donò al Monastero di S. Michele Arcangelo in Nocera la metà del suo podere in contrada Calamari (in suffragio delle anime dei suoi genitori e per ordine di Giordano di Capua, suo signore); intervenne in un atto di accordo di Giordano II, figlio di Giordano I, Principe di Capua, con la Badia di Cava (settembre 1111), sottoscrivendolo anch’egli e donando altri beni presso S. Adiutore; donò al monastero di Santa Maria di Nocera la metà di due suoi poderi in Nocera (1117); = N.N.

C1. Giordano I (* fine XI sec., + 1170 ca.); 3° Signore di Corteimpiano e di vari feudi; donò alcuni terreni in Nocera alla Badia di Cava con l’obbligo per i frati di celebrare messe per la sua anima (settembre 1143); = N.N.

D1. Guglielmo II (* XII sec., + 1187); 4° Signore di Corteimpiano e vari feudi; concesse vari beni a suoi vassalli di Nocera (1176); donò con figlio Giordano uno stabile a Nocera al monastero di S. Angelo de Cryprta; cavaliere carissimo a re Ruggiero d’Altavilla; Camerario di re Ruggiero I e del successore re Guglielmo I; durante la III Crociata (1187) esaminò i baroni che dovevano parteciparvi e fornì egli quattro militi anziché quattro per l’impresa; ricordato nel Catalogus Baronum di Guglielmo II fra i feudatatri del regno; = N.N.

E1. Giordano II (* XII sec., + dopo 1187); 5° Signore di Corteimpiano e vari feudi; confermò alla Badia di Cava un podere in Nocera concesso dal nonno Giordano I (1187); = Olimpiase;

F1. Guidone (* seconda metà ca. XII sec., + 08-11-1256, sepolto in Nocera nella chiesa di San Francesco); 6° Signore di Corteimpiano, Signore del casale di San Marzano e altri feudi; esentò i Padri Umiliati del monastero di Materdomini dalla tassa sul terratico a lui dovuta in San Marzano (maggio 1234) e ne ricavò il condono dalle spese funebri fatte per i genitori e la moglie; donò allo stesso monastero, con il consenso di suo figlio Ruggiero, uno stabile nel casale di San Marzano (1234, confermato dall’Imperatore Federico II di Svevia nel 1242); concesse poi in enfiteusi al monastero di S. Angelo de Cryprta una terra in Nocera (giugno 1237); fu molto caro a Federico II di Svevia; fu tra i Baroni confidenti del Principato ed ebbe in custodia l’ostaggio piacentino Jacopo de Rizzola (1239); 1° Signore di Nocera (investito nel 1249/50 ca. da Federico II), feudo concesso poi al figlio Ruggiero; richiese ed ottenne all’acivescovo di Salerno un beneficio per un suo fedele chierico (1250); per la morte del figlio Ruggiero donò alla Badia di Cava quattro terre per messe settimanali per il figlio ed i genitori (marzo 1255); fece edificare il convento (oggi di Sant’Antonio), accanto alla chiesa di San Francesco, in Nocera; = Marotta (+ prima del 1234);

G1. Ruggiero (* XIII sec. + prima del marzo 1255 e sepolto nella Badia di Cava); 2° Signore di Nocera (1250), feudo tornato poi al padre; cavaliere dell’Imperatore Federico II, a lui molto caro, servì nella milizia del Regno (1239);

G2. Riccardo I (* XIII sec., + alla battaglia di Benevento, 1266); 3° Signore di Nocera, Signore del casale di San Marzano, Nusco, Satriano, San Lettere e di altri vari feudi (dal 1256); Falconiere Reale di Federico II (con Bernardo Acquaviva); Podestà di Napoli (1253) dopo la caduta degli Svevi, combattè contro Corrado IV all’assedio della città (1254) ma alla fine, arresosi a patto che si rispettasero persone e beni; fu invece da Corrado esiliato e spogliato di tutti i suoi beni, insieme agli altri nobili napoletani che avevano combattuto all’assedio; Papa Innocenzo III gli confermò nominalmente i feudi avuti sotto gli Svevi (1254) ed ovvero Nocera, ecc. e Gragnano, avuta dalla moglie; donò un bene in a Casolla, presso Nocera, alla chiesa di Materdomini (1255); fu poi fedele di re Manfredi di Svevia, con cui morì in battaglia; = Jacopa di Cottone (+ 1270 ca.), figlia Pietro di Cottone, Conte di Gragnano; Contessa di Nocera e di altri feudi, ovvero i beni confiscati al figlio Riccardo II (1268-1270 ca.), poi concessi ad altri;

H1. Riccardo II detto “juniore”; 1° Conte di Marsico, 4° Signore di Nocera, Signore del casale di San Marzano, Rocchetta, Nusco, ed altri feudi (dopo il tutorato dello zio Giordano); si finse prima fedele di Carlo I d’Angiò, poi partecipò alla congiura di Giovanni da Procida per la venuta di Corradino di Svevia (1267/68); dopo la battaglia di Tagliacozzo (1268) subì quindi la confisca dei beni e venne bandito; riparò alla corte di Pietro d’Aragona, in Sicilia; = Caramanna, figlia di Roberto di Caramanno;

I1. Giordano III Filangieri (XIII sec.); Fu il Capostipite dei Filangieri di Sicilia

I2. Aldoino (o Arduino) (+ 27/12/1283); 1° Signore di Candida (1269) (e per questo i suoi discendenti furono detti Filangieri di Candida (o semplicemente Candida), Arianello, Sorbo, Villamaina, Atripalda, Sarcone, Trefeudi, Signore di Solofra e Abriola (che ebbe dalla moglie); Giustiziere di Terra di Bari (IX/1284); Mastro razionale (28/11/1284); = Giordana Sanseverino di Tricarico (+ ante 1297), figlia di Giacomo, Conte di Tricarico, Signore di Solofra (che la figlia portò in dote), Serino e Sant’Agata.

L1. Sinfredina; = (con regio assenso del 12/5/1269) Pietro Capece Galeota detto “Serpico”, Signore di Serpico (da cui aveva il suo soprannome);

L2. Angela; = (1308) Bernardo Caracciolo.

L3. Riccardo III (+ prematuramente 1321); 2° Signore di Candida, Solofra, ecc. (dal 27 dicembre 1283); fra i più importanti baroni del Regno; partecipò alla guerra contro gli Aragonesi al servizio di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, che difendeva le terre del Principato; fu sempre fedele agli Angioini tanto che Carlo II lo volle nel parlamento di Melfi, prorogato proprio per permettere la sua partecipazione. Fatto prigioniero in Sicilia nel 1298, fu liberato, per l’intervento del re angioino, nel 1301. Lo stesso re si preoccupò di salvaguardare, durante la prigionia, il feudo del suo fedele; = Francesca Della Marra (che nel 1348 sposò Tommaso e poi Matteo de Ruggiero, patrizi di Salerno).

M1. Costanza; nobildonna;

M2. Giovanna; nobildonna;

M3. Giordana; nobildonna;

M4. Filippo I Filangieri (* 1310, + 1372); 3° Signore di Candida, Solofra ecc. (successo nel 1321 e sui quali feudi cui pagò il relevio nel 1324); crebbe sotto la tutela dello zio Ruggero e poi della madre; cabellano, familiare di re Roberto; = 1° m. (1331) Maria di Capua (vedi) (da cui ebbe vari figli), figlia di Jacopo, Protonotario del Regno e di Robertella Gesualdo; 2° m. Ilaria Arena.

N1. (1° m.) Giovan Antonio Filangieri; probabilmente morto giovane;

N2. Riccardo Filangieri; probabilmente morto giovane;

N3. (2° m.) Giacomo Antonio detto anche “Cobello” (XIV sec.); 1° Conte di Avellino, 4° Signore di Candida, ecc. (dal 1372) (per cui continuò ad usare il cognome Candida), Signore di Frigento, Chiusano, Lapio, Castelvetere, Santomagno, Abriola (ereditata dallo zio Martuccio), Tito, Montemarano, Arianello, Pietraperciata; scudiero e familiare di re Roberto; Maresciallo del Regno; nemico di Giovanna I, fu tra coloro che la imprigionarono e la uccisero, ottenendo per questo Avellino ed altri privilegi; Giustiziere di Basilicata;= Giovanna Minutolo.

O1. Giacomo detto “Jacopo” Nicola I Filangieri (+ 1399); 2° Conte di Avellino, 5° Signore di Candida, Signore di Chiusano, Montaperto, Parolini, Castelvetere, Santo Mango, Calvello, Frigento, Orta e Tufo; = Francesca Sanframondo; Fu il Capostipite dei Filangieri di Avellino

P1. Caterina Filangieri (+ 1432/47); 4° Contessa di Avellino; = poco prima 1418 Giovanni detto “Ser Gianni” Caracciolo (* 1372 ca. + assassinato, Napoli 19-8-1432), figlio di Francesco e Covella Sardo; Patrizio Napoletano, armato Cavaliere il 26-5-1411, Gran Siniscalco del Regno di Napoli dal 1-1418, Conte di Avellino (giacchè nel 1418 la sua amante Giovanna II applicò una risoluzione chiamata Prammatica Filangieria con la quale permise che costui succedesse nei beni e nei titoli dei Filangieri di Avellino) con le terre di Capua, Sant’Erasmo, Santa Maria Capua Vetere, Torre del Greco, Ottaiano, Policastro, Lagonegro, Campagna, Contursi, Postiglione e Roccagloriosa dal 25-1-1418, Signore di Cerignola e Orta (acquistati e ceduti poi al fratello Marino), 1° Duca di Venosa con privilegio del 12-3- 1425 con le terre di Venosa, Melfi, Atella, Ripacandida e Rapolla; Conte di San Giorgio per acquisto; celebre ministro e amante di Giovanna II Regina di Napoli.

P2. Giacomo Nicola II Filangieri (+ 1409); 3° Conte di Avellino; morto senza discendenti (si aprì quindi una crisi dinastica, giacchè lo zio Filippo “il Prete” pretendeva di ereditare i beni di questo nipote, ma nel frattempo re Ladislao incorporò i feudi della famiglia nel regio demanio, nel 1409, in attesa di risolver la questione, cosa che fece poi Giovanna II nel 1418, assegnando i feudi di tale famiglia a Giovanni Caracciolo, marito di Caterina, sorella di Giacomo Nicola II e provocando così la ribellione di Filippo “il Prete”).

P3. Aldoino Filangieri; morto giovane; Nobile;

P4. Giovanni Filangieri; morto giovane; Nobile;

P5. Urbano Filangieri; morto giovane; Nobile;

O2. Lancillo Filangieri; Nobile;

O3. Riccardo Filangieri (+ 1408); Nobile;

O4. Costanza Filangieri; nobildonna;

O5. Andrea Filangieri; Nobile;

O6. Filippo II detto “il Prete” (+ dopo 1426, forse in prigione, forse ad Aversa, o affogato nel Volturno); 6° Signore di Candida con mero e misto impero (22/2/1413) (per cui usò il cognome Candida); capitano e governatore di Candida; familiare di re Ladislao; combattè contro Giovanna II che concesse i beni del ramo Filangieri di Avellino a Ser Gianni Caracciolo (con la Prammatica Filangieria), che lo sconfisse ed imprigionò (1426); perse così tutti i suoi feudi; = N.N.

P1. Giovanni; Signore di Castelvetere (investito il 22-1-1400), sposa nel 1403 (dote di 3000 ducati) Colia, figlia di Fulcone Ruffo 2° Conte di Sinopoli (v.)

Q1. (figlio o nipote) Salvatore (egli ed i suoi discendenti usarono il cognome della Candida) (XV sec.); nobiluomo; = N.N.

R1. Giovanni (+ ante 1484); uomo d’arme di Alfonso d’Aragona (1441); Sopracimblerio e fedele di re Alfonso I; Consigliere della Duchessa di Borgogna (1475); 1° Signore di Tufara in Capitanata (investito da re Ferrante I il 13-3-1465); ebbe il diritto di estrarre 40 carri di sale dalla saline di Barletta; segretario e familiare di re Ferrante I; comprò da re Ferrante la terra “alli Canni” presso Afragola (1461); = Vannella Monforte.

S1. Bernardina (+ nubile ante 1494); 2° Signora di Tufara.

S2. Lucrezia (+ VIII-1513); 3° Signora di Tufara (con sentenza del Sacro Regio Consiglio del 21-6-1494); = Giovanni de Cuncto, da Amalfi, Barone di Cannicchio; morta senza eredi (lasciò i suoi beni alla Chiesa di S. Maria delle Grazie maggiore a Capo Napoli, in Napoli dove fu sepolta).

S3. Eleonora (XV-XVI sec.); 4° Signora di Tufara (1523); = Buffillo Crispano, Patrizio Napoletano del seggio di Capuana.

S4. Bernardina (XV-XVI sec.); ottenne in dono dal padre una casa ed un giardino a Napoli, in Piazza dei Vulcani (regio assenso di re Ferrante I nel 1485); = Francesco Gambacorta(v.), Patrizio Napoletano del seggo di Montagna.

N4. Giovanni Filangieri; Nobile;

N5. Pietro Filangieri; Nobile;

M5. Martuccio; 3° Signore di Abriola (che gli fu donata dal padre nel 1319); morto senza figli (per cui il suo feudo passò al nipote Giacomo Antonio).

L4. Olimpia; nobildonna; = Simone Del Tufo.

L5. Palermo; Nobile e milite (1271);

L6. Tommaso; Nobile; secondo alcuni autori visse in Benevento dove ebbe discendenza.

L7. Giordano (+ in Benevento prima metà XIV sec.); feudatario (pagò l’adoa sui feudi materni con il fratello nel 1297); Fu il Capostipite dei Filangieri di Benevento, Lucera (ascritti poi nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano nel 1921 con il cognome Candida) e Napoli

M1. Samuele (XIII-XIV sec.); Patrizio di Benevento, visse poi a Giffuni; ebbe pensione annua di 40 once d’oro sulla dogana di Manfredonia (7/11/1331). Fu il Capostipite della linea dei Patrizi di Benevento (poi Baroni di Cancellara e Santa Croce) (questo ramo usò poi il cognome Candido); = N.N.

M2. Giacomo; Patrizio di Benevento; milite, maresciallo e familiare di re Roberto; passò poi a vivere in Lucera (1324), ottenendo dal sovrano 60 misure di terreno; (erroneamente Ricca lo dice figlio di Riccardo di Aldoino). Da costui discese la linea dei Patrizi di Lucera

N1. Angelo; Patrizio di Lucera; Cavaliere stipendiato per meriti personali e paterni da re Roberto e confermato dalla regina Giovanna I (27/11/1344); = Isabella Scassa, Nobile di Lucera (patriziato solo per maschi).

O1. Giacomo (morì giovane e fu sepolto nel santuario di Montevergine); Patrizio di Lucera; diletto familiare di re Carlo III d’Angiò-Durazzo (1383); (erroneamente Ricca dice che morì fanciullo).

O2. Salvatore (o forse Salvatore Nicola Tommaso); Abate di santa Maria di Ripalta; Patrizio di Lucera.

O3. Niccolò detto “Cola Della Candida” (* 1417, + seconda metà sec. XV); Patrizio di Lucera; uomo d’arme; Cavaliere e scudiere regio di Alfonso I (1442); = Gaspara Carapresa, Nobile di Lucera (patriziato solo per maschi).

P1. Luca; Fu il Capostipite della linea dei Signori di San Primo (da cui discesero i Conti Candida Gonzaga)

P2. Giovanni; Patrizio di Lucera; segretario di re Carlo VIII di Francia (1495), da cui ottenne il diritto di 400 carri di sale dalle saline di Barletta; segretario della Duchessa di Borgogna.

P3. Agnese; morta fanciulla.

P4. Giasio; Patrizio di Lucera; morto fanciullo.

O4. Andrea di Candida”; Consigliere regio; Presidente della Regia Camera della Sommaria; Cavaliere gerosolomitano (poi Cavaliere di Gran Croce); Gran Priore di Barletta (1424) dell’Ordine gerosolomitano; Signore di Santa Maria in Vulcano (1428), Signore di Lisano (1444); uomo di lettere e valoroso soldato.

M3. Gregorio; Patrizio di Benevento; giudice di Benevento; = Giovanna Carapresa.

M4. Pietro; Patrizio di Benevento; giudice assessore presso lo straticò di Salerno (1335); = N.N. ; Da costui discese la linea dei Signori di San Nicola de Carcisi e dei Signori di Cotignano (questo ramo usava il cognome Candida).

N1. Antonuccio; Patrizio di Benevento; = N.N.

O1. Pietro; milite; ConSignore di San Nicola de Caracisi con il fratello Giacomo; Signore del castello di Preturo; Signore di Soloni (1456) e Acqualonga (1459), Signore di Montepereo, Mancusi e Lentace; Patrizio di Benevento; segretario di Papa Callisto III; segretario di re Alfonso I, che gli concesse 100 once anue d’oro (1456); Capitano di guerra ad Isernia e poi nella provincia di Principato; Castellano di Montesarchio; Commisario esattore della provincia di Principato; Castellano di Monteleone (1463), passato poi al figlio Carlo per ordine regio (1467), in cambio della castellania di Introdacqua; = Cobella Caracciolo.

P1. Alfonso (+ prima del padre); Castellano a vita di Introdacqua (1465); cortigiano di Ferrante; Patrizio di Benevento; prestò 300 ducati al re; = Margherita Calenda.

Q1. Annibale (+ 1528); Signore di parte di San Nicola de Caracisi (30/5/1508), che rischiò di perdere per non aver denunciato la morte del nonno Pietro e del prozio Giacomo (1504); Patrizio di Benevento; = Ippolita de Ristariis.

R1. Lucantonio (+ 1557); Signore di ¼ di San Nicola de Caracisi (1529); Patrizio di Benevento; = Beatrice Spadafora, Patrizia di Benevento.

S1. Alfonso (* 27/3/1542); Signore di ¼ di San Nicola de Caracisi (1557); Patrizio di Benevento; = Livia Capasso, Patrizia di Benevento.

T1. Antonio (+ 1596 ca.); Barone di San Nicola de Caracisi; Patrizio di Benevento (riconosciuto come tale); = Isabella Bizotta, Patrizia di Benevento.

U1. Antonia (* 1595, + 1597); morta bambina. Alla sua morte il feudo di S. Nicola passò alla zia Ippolita.

T2. Ippolita; Baronessa di San Nicola de Caracisi dopo la morte della nipotina Antonia (1597);

S2. Nicolò; Signore di parte di San Nicola de Caracisi (1557); Patrizio di Benevento.

P2. Carlo; Castellano di Monteleone (1467); Signore di parte di San Nicola de Caracisi (30/5/1508), di cui vende una parte con nipote Annibale, a Roberto di Tocco; = Beatrice Calenda (+ 8/9/1533), sorella di Margherita.

Q1. Alessandro; Signore di parte di San Nicola de Caracisi, Signore di Cotignano (feudo avuto in dote dalla moglie); questi feudi li che diede poi alla cognata per il suo matrimonio; capitano di guerra (1522); si trasferì in Nola; = Sista Frezza, Nobile di Nola, che portò Cotignano in dote. Da costui discese la linea dei Patrizi di Nola (come ricordò anche Mazzella, nella Descrizione del Regno di Napoli)

Q2. Diego Mario (+ 1/5/1571); Signore di parte di San Nicola de Caracisi, Signore di Cotignano (feudi avuti in dote dalla moglie, ma con i quali cui Alessandro aveva garantito la dote alla cognata; comunque Diego M. divenne unico signore solo dopo la morte della madre Beatrice); = Isabella Mastrilli, Nobile di Nola.

R1. Faustina; Signora di parte di San Nicola de Caracisi, Signora di Cotignano, San Silvestro e case feudali in Nola; = Giovanni Ferdinando de Laudisio.

O2. Giacomo; ConSignore di San Nicola de Caracisi con il fratello Pietro; Castellano di Cancello (1443), di Ischia (1466) e poi Reggio; godè immunità fiscale (1445); valoroso militare e regio familiare; = N.N.

P1. Fusco; Castellano di Ischia (1491).

O3. Giovanni (+ 1510, sepolto nella cattedrale di Bovino); Vescovo di Bovino (1477).

M5. Giovanni detto “Giovannello”; Patrizio di Lucera; valoroso capitano (1287); sepolto nella chiesa di S. Francesco in Lucera.

M6. Nicolò; Patrizio di Benevento; notaro del Regno (per privilegio del 1307);

L8. Ruggiero (o Rogereno); Signore provvisorio di Candida, ecc. (nel 1300, in sostituzione del fratello prigioniero dei Siciliani); Signore del Castello di Viticio (1304); tutore dei nipoti figli del fratello Filippo; = Tommasa di Vietri, figlia ed erede di Ruggiero, Signore di Vietri; Fu il Capostipite dei Filangieri Patrizi del Seggio di Nido in Napoli (poi estinti)

L9. Adamo (+ 1284); Nobile; = (assenso reale 11-11-1283, con dote di 100 once d’oro) Renza Della Marra (v.), figlia di Angelo II.

I3. Lottiero Filangieri; Giustiziere di Terra di Bari (1284, in sostitzione del fratello);

I4. Roberto Filangieri; Nobile;

I5. Guglielmo Filangieri; Nobile;

I6. Migliore Filangieri; Nobile;

H2. Isabella; nobildonna; dopo la morte di Ilaria chiesa al nipote Riccardo di Bursone la parte a lei spettante sui beni di famiglia ed ottenne dalla Corte che il nipote le pagasse cento once d’oro, tenendo in pegno i casali di Quaglietta e Baiano (1303); = Guglielmo di Recuperanza dei Visconti di Pisa;

H3. Ilaria (+ in Nocera, 1300 ca. e sepolta ivi nella chiesa di San Marco, ora Duomo); Signora del feudo della Cancellara ed erede di vari beni di famiglia; = 1° m. N. Filangieri, Signore di Arpaia, Arienzo ecc.; 2° m. (1269) Giacomo di Brussone (v.), nobile provenzale, Vice Ammiraglio del Regno di Sicilia, che ereditò per tale matrimonio i beni di Riccardo II Filangieri (e cioè la Contea di Marsico, la baronia di Nocera, Giffoni, Satriano, San Marzano e Rocchetta ed ottenne anche altri beni, sempre dei Filangieri, quali Senerchia, Locullano, Trentenara e Roccapiemonte);

G3. Giordano; Signore del feudo della Cancellara, in Nocera; Capitano di Sicilia al di qua del Salso (1229); Capitano di Calabria e Sicilia; tutore dei figli del fratello Riccardo (morto nel 1266); gli fu imposto di non molestare i monaci di Montevergine in Nusco; i suoi beni passaono poi alla nipote Ilaria;

G4. Francesco; Nobile;

F2. Pietro (+ dopo 1284 e sepolto in Nocera nella chiesa di San Francesco); professore di Teologia; Cappellano di Papa Martino IV; beneficiato della chiesa di San Prisco in Nocera (1283); fondò in Nocera (Inferiore) la chiesa di San Francesco, data da officiare ai Frati Minori (oggi è il Convento di Sant’Antonio); caduti gli svevi, travolto dalle vicende, fu spogliato dei beni da Carlo I d’Angiò e fuggì a Roma; solo nel 1284, per intercessione di Papa Martino IV potè tornare;

F3. Arrigo; Nobile; appare in una procura datagli dalla moglie (1227); = Imilla, figlia di Matteo di Sorrento e di Ricca Campolaccia;

F4. Guglielmo; Nobile;

A2. Turigisio (+ post 4-4-1081), Signore di Sanseverino, Conte di Rota, soldato normanno; Capostipite dei Sanseverino.

A3. Silvano (XI sec.), milite normanno, feudatario di Roberto il Guiscardo; Capostipite dei Gravina.

 

 

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FONTE: Carlo Padiglione, Tavole storico-genealogiche della casa Candida già Filangieri, Napoli, 1877.

Gennaro Orlando, Storia di Nocera de’Pagani, vol. II (“I Filangieri”), Napoli 1886

 

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